Title

America on an Avenue. Visioni urbane e strategie immobiliari sulla Sixth Avenue a New York (1940-1965)

Author

Caterina Barioglio

Year

2016

Keywords

Avenue of the Americas, Sixth Avenue, New York, Manhattan, Time and Life Building, Columbia Broadcasting System building, Rockefeller Center, Rockefeller Center Inc., William Zeckendorf, Uris Brothers Corporation, Robert Moses, Harvey Wiley Corbett, Hugh Ferriss, Harrison & Abramovitz, Eero Saarinen, Gio Ponti

Abstract

Nello studio delle trasformazioni architettoniche e urbane che incidono sul tessuto di Manhattan nel corso del Novecento, la Avenue offre una dimensione privilegiata per indagare il ruolo di tali processi nel riorganizzare gerarchie, ridefinire rapporti, e redistribuire valori – non solo economici - tra le maglie della griglia. Il presente lavoro di tesi si propone di ricostruire la storia e riflettere sulle dinamiche di trasformazione di un settore urbano nel cuore del Central Business District di Midtown, che comprende isolati e architetture con diretto affaccio su un'asse: la Sixth Avenue. Definita da Robert Stern come la strada più rappresentativa dell'urbanistica moderna in territorio americano, la Sesta, in particolare il tratto nord che attraversa Midtown, compreso tra 40th e 59th strada su cui si concentra la tesi, è una antologia che raccoglie immaginari e piani urbani, molti dei quali rimasti sulla carta, elaborati in continuità con un dibattito erede del New Deal e degli anni di guerra, e progetti di speculative skyscrapers, costruiti come estensione del distretto commerciale negli anni del boom.
Concentrandosi sul periodo compreso tra gli anni Quaranta fino ai primi anni Sessanta, il caso studio della Sixth Avenue permette di indagare la confluenza di politiche, capitali e pianificazione urbana, tra gli anni di guerra e i primi anni della Guerra Fredda, con uno sguardo rivolto agli interessi immobiliari nell'area di Midtown e alla complessa rete di soggetti pubblici, semi-pubblici e privati che prende parte ai processi decisionali nella produzione dello spazio urbano. L'arco temporale adottato nella tesi riflette quindi una scelta di carattere interpretativo, che ha come primo obiettivo l'esplorazione di continuità e discontinuità tra gli anni successivi al New Deal e il periodo postbellico, attraverso la lettura di immaginari, piani e cantieri che intervengono nella progettazione della città alla scala urbana. Nel lavoro di tesi si pone una speciale attenzione alle resistenze e ai cambiamenti di valori e di contenuti nel dibattito intorno alla trasformazione della Avenue, abbracciando una tesi storiografica che interpreta la Seconda Guerra Mondiale non come una parentesi chiusa, ma piuttosto come un acceleratore di processi anche per la teoria e la pratica architettonica.
Attraverso un incrocio e confronto tra fonti di diversa natura e consistenza il tentativo della tesi è di costruire una prima storia urbana sulla nascita della Avenue of the Americas, volta a colmare una lacuna su una sezione della città ancora poco esplorata dalla storiografia di settore. Inserendosi tra gli studi sull'architettura e l'urbanistica sulla città nordamericana del Ventesimo secolo, con riferimento al caso newyorkese, il lavoro si colloca in una dimensione intermedia tra lo studio della pianificazione e le indagini sul costruito: la tesi si sforza di connettere la produzione di immaginari, le strategie patrimoniali, la progettazione architettonica e la produzione normativa, con una specifica attenzione al rapporto tra la scala della città e quello dell’indagine sulle architetture, anche autoriali, che in quel contesto si sono costruite.

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